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si legge makìa (blog a prova di imitazioni)
L’anschluss maybe però-(Ciert piezz e zoccol so bell)
post pubblicato in Preghiera, il 25 giugno 2008


Il sudato Terim contro l’armata di polacchi e mario gomez del nuovo Reich multinazionale. Asburgico, praticamente. E Vienna appunto è l’obiettivo. Turchi perfettamente integrati in Grande Germania, dicono al Foglio. Altro che grande città e i suoi ghetti. Al più, Nord contro Sud della Baviera alemanno-ottomanna. Partiti. Nel giorno d’Ognissanti (un giorno dove a proposito di morti ognuno è santo), in cui si parla della dissepoltura del buon Santo Renatino De Pedis, ci sarà qualcuno che sicuramente penserà di voler disseppellire pure Lepanto per seppellirla del tutto.

Turchi a Vienna effettivamente dà fastidio, meglio ci vadano i Ratzi-boys.

Salvo rimonte inspiegabili ovviamente, sarebbe la terza o la quarta in questo Europeo. E si sa che se rimontare è umano, ripetersi è farina del diabbolo.

La Turchia fa capire subito chi comanda. Tra personalità che spicca, svarioni ridolineschi e inattesi dei bianchi, e una soda traversa, non ce n’è per la Merkel in tribuna.

La Germania attacca senza fare paura. La Turchia, al confronto, appare decisa come la morte e semina il terrore con piglio nervosamente fermo. E’ una pura formalità per i rossi d’Eurasia passare in vantaggio sui Crociati : la parabola a mezzaluna viene sospinta in rete tra le cosce di Lehmann. Moral, voglio dire Boral, alle stelle. Terim è felice e incazzato come una belva. E’ un dio pagano ed irato dei quartieri più bassi di Totò le Mokò, un sindaco imperiale della Sanità. Osa l’osabile, intimiditi i tedeschi. Esige il raddoppio.

Quattro minuti invece e la rimonta è tedesca: Schwesteiger di corsa richiude la pratica ed abbassa di suo, con la sua, la cresta dei turchi. La Merkel, più pettinata, applaude.

I turchi destra e in controtempo la porta, tedeschi con Klose sulla sinistra: è questo il canovaccio, son questi i leit motiv degli spartiti. Hamit, arcuato piazzato, sorprendere Lehmann è l’imperativo Imperiale. Momento d’ingenuità invece arriva in Turchia : Podolsky egoista li grazia.

Boral ancora su calcio da fermo, ah come gioca da fermo ‘sta Turchia la quale tra l’altro sta giocando troppo bene per essere vera o non perdere. Germania che mena, agile più che potente, solo in rapidi contropiedi da outsider. Accenni di sangue dopo uno scontro con colpa tedesca, la tv è impietosa , riprende Terim (chissà perché, cacciato da Berluskoni, creduto da sempre a sinistra) che invoca la pena di morte. E, in più, mazzate. Sabri, alto d’un soffio, che grande Turchia se ne benedice l’ingresso negli spogliatoi al 45’. Ballack in compenso non pare neanche entrato. Non ha potuto venire.

Tedeschi ripartono stretti, corti e convinti. Ma a dispetto del Papa a sentir Collovati non “riescono a credere-crederci”. Terim alza le braccia in alto come ad una rapina, suonando la carica e dando la dritta, o la Turchia o la vita. E’ scambio di ruoli, Turchia in contropiede e Germania a far falli.

Travolto un minithank tedesco in area eurasiatica, proteste, rotture, Ballack, la Merkel, la Ue, manca solo dia il goal Altiero Spinelli. Assolutamente, notevolmente, un fallo è fallo: continua il nostro Fulvio a tifare Germania, cui ha solato negli anni ’80 il rigore su Conti di Briegel.

I tedeschi sembrano rianimati dall’ingiustizia subita e pressan con tanto e tale galantomismo ferito da far saltare il satellite Rai. Benedetto Croce avrebbe farfugliato qualcosa a proposito dell’intelligenza di un governo d’onesti. Riprende il segnale, riprende la solita trippa dei bianchi galanti. Vienna val bene una messa cantata. E’ la squadra di Terim che ora fa le prove di Anschluss domenica a Vienna. Trattenuta tedesca col finto morto. Terim protesta (“Mannacc a mort“), Terim poi applaude, Terim poi rischia.

La nuova interruzione mette in pause il batti-ribatti-t’abbatto la palla (dell’occhio).

La Germania passa in vantaggio in differita con Klose: in studio l’avevano detto che la Turchia era stanca. Uh che bello, è la radio ora che parla in televisione, il ’38 della Germania a Vienna è sempre più vicino & on air. La ripresa tornata è quella di curva. Semih, ahhahahaha, incredibile, esulta ancora zittendo come coi cechi e croati, stai zitto avversario. Lehmann in papera, Terim che zittisce Semin e invoca prudenza e (i) rigor(i).

Due pari, invadono festosamente (ma chi e perché mai poi festeggia ?) il campo. Rogerio è il grasso play du Brasil (a Istambùl) e Bartoletti, che aveva previsto vittoria tedesca, colpisce ancora.

Semin sbaglia e Terim che prende fuoco lancia bottigliette di acqua.

Un turco a terra, Germania fairplay not in my name tradisce la morale ed il cielo stellato di Kant mettendo Lahm al posto di Kant. Tre a due, Baviera del Nord a tre e Baviera del Sud di seconda generazione a due. Il satellite a Vienna proprio non vuol vedere. Neanche alla radio, siamo ai cellulari.

A Berlino, volevo dire (vi piacerebbe eh ? e vi sarebbe piaciuto due anni fa), è soltanto Vienna.



ricchiuti

Il paese che non c'era secondo la Gazzetta dello Sport
post pubblicato in Preghiera, il 14 marzo 2008


Assolto Fabiani, ed in attesa che il Tar si pronunci sul ricorso del Principale, noi Ricchiuti rilasciamo la seguente dichiarazione spontanea : noi amiamo, carne della nostra carne, Montero77.



ricchiuti in Montero




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Felicità é-(pazza rosa amala)
post pubblicato in Preghiera, il 12 marzo 2008


La squadra per la quale fan il tifo Rosa Bazzi ed Olindo Romano raggranella tra andata e ritorno il 3-0 del 1965, ma a parti invertite. La squadra per la quale tifano i coniugi di Erba e tutta la migliore collezione di ottusangoli di Brera, quella pazza cozza amala dal nome e la formazione più internazionale possibile e la tifoseria più decentrata in provincia di Paperino che si ricordi, esce dalla principale competizione mondiale per club (giudicata l'anno scorso, al culmine dei festeggiamenti tra Desenzano e Salò, alla pari se non inferiore ad un banale scudetto) prendendosela col suo miglior giocatore, il miglior giocatore del mondo, uno che le ha fatto reparto e campionati da solo in questi anni di primato e di non gioco, con il solito "bidone" infertole dalla Juve, con il solito bidone (questo autentico, il Burdisso due fisso del mitico signor di Christian Rocca) arrecatole dal signor Presidente.
Il più bel regalo per i cent'anni di solitudine (nell'angolino o dietro la lavagna) glielo fa il mister, che, al culmine di un ciclo assolutamente vincente (uno scudetto a tavolino, la pareggite, Capello già preso prima che andasse come doveva andare, un record costruito nell'anno in cui l'Empoli andò in Cempions Lig, una finale di Coppitalia persa, un altro campionato del quale minimo ricorderemo più gli arbitraggi a favore che le gran giocate o le grand'imprese, le grand'imprese-quelle si- in Cempions, gli amici suoi portati dalla Lazio a quarant'anni o per la tribuna con stecca a suo favore incorporata, "quello che non ha fatto spender per bidoni il sor Mo-ratto" e poi Maniche-Pelé-Suazo, e poi l'Imperatore dal calcio via, "Augusto" via per (Giulio) Cesar(e), Vieira via, Figo via, per far giocare e vincere gli Stankovic e i Cruz, l'eau di mediocritè), rassegna giusto in tempo per far perdere il campionato, da separato in casa, le strane e inaspettate dimissioni.
Giusto in tempo per far perdere il campionato, da bravo uomo Gea, a chi l'ha già esonerato.
Ed ora, come gridavano nei cortei di destra nei '70, (la) Roma viene.







ricchiuti




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I have a dream-Matala, gran Liverpool matala (dai che vi piacerebbe farvi un bel pianto)
post pubblicato in Preghiera, il 11 marzo 2008


I have a dream.
Inter fuori stasera, come ovvio, nello stadio imbandierato.
Poi, rimonta della Roma in Campionato e bilancio, a Mancini andato, del seguente biennio di Campionato pulito e sgombro da ostacoli :
01 scudetto di cartone, un secondo posto, anzi terzo, come da tradizione allo sprint finale. Niente Cempions, niente (forse, dipende da Balottelli e quanto alzi o non alzi il gomito) Coppitalia.
Insomma, alla prova del nove niente di fatto. La prova provata della mediocrità imbelle dei campioni del mondo dell'autocommiserazione.

Ed a proposito di bei segnali, stasera non solo c'è lo stadione imbandierato. E magari Tronchetti in tribuna.
Non solo da primi arriveranno, chissà, terzi.

E' tornato pure Cuper.




ricchiuti




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Brambilla vs Finocchiaro a Ballarò
post pubblicato in Preghiera, il 20 febbraio 2008




Pur nella sua folkloreggiante "pochezza", d'estrazione leghistiko-grilliana, falsa ad arte o costruita in spontaneité, nulla al mondo, neanche la Brambilla, potrà cancellare l'impressione di noia pedagogica del signor di Finocchiaro.
Sembrava la maestrina nella classe dei ripetenti che spiegava come le tasse questa volta, e che avevate capito, si tagliavano e poi bla bla e il decreto e la concertazione.
Tra lei e la Borsellino, nel ticket pistola giù in Sicilia, lei é quella dalla Anna mozza.
Personaggio da Questura, é la risposta seriosa della città s'incazza. Non ha un reggicalze solo perché, oltre le palle, da reggere ha dei fili. I soliti.

Immagino il raccapriccio e quanto deve esserle costato in tutti questi anni e tutti quei tailleur dover sopportare la riottosa plebe di sinistra, imputato stia al suo posto.

Ora può finalmente liberare la Mis(s)e che c'è in lui.


ricchiuti

Cronaca di una sconfitta annunciata
post pubblicato in Preghiera, il 17 febbraio 2008



C : Non farlo.
cc:...
C : Il tuo saldo é in rosso.
cc: ah se é per quello, Lo è sempre, lo é per sempre per definizione.
C : Non questa volta. Questa volta si era deciso di svoltare, di disertare, i poteri forti e le cose sicure, in fuga per la vittoria.
cc : sembra Amy Winehouse, col suo carico di indolente sesso, mentre fa a pezzi la cultura lib-democrat, mentre umilia suffragetti e articolesse.
C : ecco appunto, la battaglia culturale, però lascia che se la sbrighi da solo col redde rationem, non facciamoci riconoscere anche stavolta.
cc : ma io a stare da parte non ci so stare, aspettando cadaveri che passano e segnando gli interessi che computo, non sono una amante né Paolo Mieli.
C : E ce lo so, tu sei una sedicenne.
cc : angelo mio...
C : Non ce la fanno.
C : Non raccoglieranno neanche le firme.
cc : già fatto, ci han pensato Lino & Iannuzzi, la vecchia guardia di noi mafia non tradisce mai.
C : Mannò, ti prego (oops).
cc : ahahahaha, non provare a fottere anche me con le bassezze della casa eh.
C : Mannò. Questi qui tu li conosci già.
C : Questi qui son Alleanza democratica, son la Rosa nel Pugno, sono l'ennesimo partito di carta senza ggente, sono il tuo prossimo flop vanesio-elettorale.
cc : si, po' esse ma hanno ragione.
C : Ce l'avevano anche quegli altri, ce l'avevi anche quando non avevi torto, ce l'hai sempre avuta la ragione ma non il voto e quindi il soldo.
cc : ...
C : Sei una sedicenne non negoziabile.
cc : e non negoziata, lascia che sia frattanto. Qui di assegni in fondo s'è visto solo il suo.
C : E pure di coglioni.
Fai voto e (no, non scriverlo !) fai votare la lista di Ferrara.
Fanculo pure me.
 


ricchiuti
Da ricchiuti al cannocchiale.it
post pubblicato in Preghiera, il 16 febbraio 2008


Ottava vita

Io razzista, io fascista
stupratore di bambine
spia tiranno comunista
dittatore di regime
Io ruffiamo corruttore capo mafia
spacciatore
grande figlio di puttana
io bastardo traditore
Vita tremenda vita disperata
chi 'un l'ha provata 'un lo può immaginare
neanche all'inferno un'anima dannata
che così tanto possi tribolare
Io pentito inginocchiato
non ho palpiti nel cuore
sanguinario della pace
sotto il segno dell'amore
io cattolico ad oltranza per paura rinnegato
sono polvere di lager - urla d'uomo torturato
Vita tremenda vita disperata
chi 'un l'ha provata 'un lo può immaginare
neanche all'inferno un'anima dannata
che così tanto possi tribolare
Vita stupenda vita innamorata
Vita stupenda vita innamorata
Vita stupenda vita innamorata
Una botta in mezzo al petto
una corda che si tende
una voce dal silenzio
una mano che mi prende
ritornare ai sette cieli a carpire meraviglie
bere chiare acque di fonte
respirare nuovamente
Vita tremenda vita disperata
chi 'un l'ha provata 'un lo può immaginare
neanche all'inferno un'anima dannata
che così tanto possi tribolare
Vita stupenda vita innamorata
Vita tremenda vita disperata
Vita stupenda vita innamorata
chi 'un l'ha provata 'un lo può immaginare
neanche all'inferno un'anima dannata
che così tanto possi tribolare
Vita stupenda vita innamorata
Vita tremenda vita disperata
neanche all'inferno un'anima dannata
credo sì tanto possi tribolare



ricchiuti

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Non mi uccidete, so’ Angelo
post pubblicato in Preghiera, il 15 febbraio 2008




Non seguite, please, quelle stregacce dell’appello isterico contro la vita.
Non date retta a queste cose da robivecchi, questi ismi da passatisti del
femminismo in zoccoli. Diamo seguito a ben altro, e accogliamo fra noi
con un bell’applauso lei, la casta diva. Quella femmina così abbondante
e così parca nel lasciar andare anche un briciolo fuori (l’area di) rigore.
Seguite i suoi scritti come ieri v’aggrappavate alle sue lettere. V’è un
tono mite, un piacere soffuso, un colore caldo e tenue, un arredo sano
ma non misero, un senso alto purché non povero. Si dia spazio alla cultura,
all’indole e (così capite subito, voi altre) all’istinto della carezza.
Dell’accoglienza. Il ricovero, la differenza. Vostro marito fuori, voi altre dentro.
L’istinto della madre, voi, il colore dei soldi, me. Voi altre genitore,
l’uomo cacciatore. Si dia spazio alla cultura, si dia spazio al mio editore.
Diventate, prego, pure tutte come lei.

Bevete questo brodo, bimbe, allungateci le palle ed il mensile e seguitate.

http://magazine.libero.it/gossip/generali/ne7475.phtml

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Sulle polemiche sui titoli di studio e la fascia di capoclasse del Ferrara
post pubblicato in Preghiera, il 10 febbraio 2008


A me che Ferrara avesse ed abbia l’anima del boia di supplenti, il gusto della teppa, il sangue caldo dei prepotenti magari scherzosi e bonaccioni ma crudeli con la lingua e con il cuore o l’amor proprio dei malcapitati deboli, non cale.
Non so, non ricordo come mi ci comportassi io in classe, certo è che ridevo anch’io alle battute splendide ed ai felici prendi in giro quotidiani se poteva capitarmi di stare dentro il branco ma dal mio gruppetto spalle coperte.

Non ero quel che si dice uno che prendeva l’iniziativa, piuttosto uno che ci faceva se serviva. Un consigliori ora come allora. Nella mia vita in pubblico scolare ricordo essenzialmente questo, o solitudine tranquilla che a me nessuno s’azzardava, oppure complice di boss, ma quelli veri. Probabilmente non gli avrei portato la cartella, perché per le mansioni pratiche c’erano scagnozzi meno utili della mia provata intelligenza. Ragazza alla pari, va.


ricchiuti


Mai fatta capoclasse, ero troppo piccola. Di età e di altezza.
Eppure ero brava, sinceramente appassionata allo studio e riuscivo a
primeggiare anche sui compagni più maturi. E niente, veniva scelta
puntualmente Cinzia, più grande, una sorta di corazziere elementare.
E fanculo pure la capoclasse.
Tanto poi andavo a casa e nello specchio ero già una ballerina.
Cresciuta con le spaccate dell' americana.

Tess


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Sentir parlare e poi non credere
post pubblicato in Preghiera, il 9 febbraio 2008


C'è in giro una brutta arietta intorno a Collina. Si rimesta sul passato, si ripescano i sapienti lavori istruttori proscioglitori di quel cane di Palazzi, si parla di arbitri che rientrano e che dovrebbero restar fuori dalla porta del nuovo calcio delle vecchie storie, si fa il conto di quanto comporti sborsare cinquecentomila lordi l'anno per un designatore unico fondamentalmente esonerabile ed incapace.
C'è Calciopoli 2, non si sa se più una raffinata resa dei conti interna al magna magna arbitrale (il più acceso antiCollina in circolazione si chiama Graziano Cesari e si esibisce sostanzialmente contro dalla tribun d'onore di Controcampo alle curve laterali di ogni privata di capitali e provincia, dalla domenica al lunedi successivo perché chi mena due e più volte mena meglio di chi mena per primo). O una scoperta presa per i fondelli di voi altri allocchi creduloni della Calciopoli madre.
Di tutte 'ste frattaglie.


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