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si legge makìa (blog a prova di imitazioni)
Free, le cinque cose per cui valga la pena
post pubblicato in Free Style, il 14 ottobre 2007


Se fossimo ancora giovani, cioè stessimo ancora negli anni di Cuore di Michele Serra, prima che se ne andasse sull'amaca lui ed in cattività noi, potremmo partecipare alla famigerata raccolta delle cose per cui valeva la pena, sia in positivo che al negativo.
Se stessimo ancora ai vecchi tempi, di quando i nostri cuori arrivavano in orario, e non come adesso che arrivano solo dove vogliamo noi, potrei indicare tra le right things i fondoni alti sul calcio di Di Corrado, Beppe Di Corrado, sul Foglio del Sabato.  Quello su Pirlo di ieri, con l'accostamento Pasolini-Mark Lenders, era un capolavoro e di più, quello su Nedved, che s'ostinava e ostina ancora a chiamare il prossimo primato terza stella, un sabato d'agosto mi fece letteralmente di pianto sbellicare. Deve esser vero che il Sabato è proprio il giorno , con la sua prosa piana e giammai piatta, che va contro tutti i miei principi sulla retorica dei Soriano, del (Gran) Signore.
Tra quelle negative, sempre Crippa, quel patetico tentativo di spirito di "Ti amo campionato perchè non sei falsato", nella rubrica della posta (dove Nardi gli è nettamente superiore) e dovunque, di recente (sempre ieri, Deo gratis) smentito da una intervistata e sculacciato direttamente da Ferrara.
Per dirne una, Maurizio Mosca fu cacciato dalla Rosea per molto molto meno.
A quando, "Ti compro Foglio perchè sei de-interizzato" ?

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Free, le streghe danno il dolcetto che è uno scherzetto
post pubblicato in Free Style, il 13 ottobre 2007


Continua ad arrivarmi, è già la seconda, nella casella di posta una mail lunghissima della segreteria dei Radicali Italiani che somiglia incredibilmente a quei "per chi parte" dei giornali. Itinerari, treni, alberghi, case vacanza, case famiglia. E tutto questo per il primo di Novembre a Padova per il loro congresso. Trentacinque euro a persona per notte più colazione in doppia 4 stelle. Mica male. Non fossimo a Padova, però, e il giorno dei morti.

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I furbetti del blogghino
post pubblicato in Free Style, il 13 ottobre 2007


Galatea, blog da settantamila accessi a tutto Luglio 2007, si ritrova ad averne oltre centomila ad Ottobre 2007. Un exploit di trentamila unità in un periodo di tre mesi scarsi, uno dei quali il mese scarso per eccellenza, Agosto. Ed il report di Shiny che riporta anzichè trentamila praticamente la metà, diciassettemila.
Non parliamo di Malvino, che mantiene inalterato il distacco da Giornalettismo sempre delle stesse trentamila unità nonostante Giornalettismo ad Agosto abbia avuto anche punte di cinquemila accessi giornalieri.
Ragazzi, oggi ce la diciamo la verità, tanto male non fa e l'oggetto in questione, la visibilità in classifica visitati, pare lo schifino tutti a chiacchiere, specie i blogghettoni laicissimissimi, tranne quei poveri buzzurri che invece la rivendicano ingenuamente.
Galatè, non hai attenuanti. Non sei sarda e non sei manco Malvino, non si fa in generale (forse).
Ma nel tuo caso, di sicuro, non si può fare.

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Free, vecchio scarpone
post pubblicato in Free Style, il 12 ottobre 2007


Adinolfi ha appena finito di dare, ad Ottoemezzo, del vecchio polmone del secolo scorso ad Em.ma Macaluso.
Era il mio idolo quello, c'è stato un passaggio di consegne, addirittura il "socialismo al cesso", si può fare.

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I’m too sexy
post pubblicato in Free Style, il 11 ottobre 2007


Brevi cronache dal reprobo, l’espulso d’ogni ordine, Giampiero Mughini

I’m too sexy



Mughini è un uomo troppo di sinistra. Magari solo troppo. Di sinistra, si, certamente, ma chi non lo è stato in questo paese. Specialmente a posteriori quando valeva un passato da ostentare nel curricula a destra. Figurarsi lui che la sinistra se l’è fatta tutta a priori e senza rinnegarne neanche un pezzetto. Ammettendo tutto ed a tutto, così, potendo dire addio, Compagni, addio. Mughini Giampiero nasce a destra, quella estrema destra, sul balcone siciliano dei suoi studi mussoliniani. Nasce destro ma come destro muore presto. L’uomo è troppo curioso per non innamorarsi degli argomenti di coloro che con la lingua lui ha battuto. Legge, rilegge, studia. Ed alla fine approva tutto il vocabolario ed il vangelo del come essere giovani, carini e disoccupati di sicuro successo in quegli anni lì, i ’60. E fu subito rivista letteraria, artistico-politica. Da abbonar gli amici e pagare a rate le cambiali. La fissa tanto chic delle rivistine gli rimase poi anche da grande, si favoleggia sulla collezione sua di Mondoperaio che è uno sfogo agli occhi. Ed al gusto da becchini. Pare che si trovi da qualche parte in casa, e chi non ha mai sentito nulla o letto cosa della casa, case, di Mughini. Ve possino, non ditemi di no, che voi ci andreste, io mai per carità. Che sol al pensiero di rompere oggetti d’arte interrompendo una emozione mi sentirei l’estetica che mi si rinfaccia. Ultimamente Mughini, gentleman pornografo, oltre a farsi depennare dall’Ordine dei giornalisti, ma l’ha fatto per risparmiare, ha scritto un libello sul sesso ’68 (e non ’69). Bisognerebbe leggerlo per evitare di censirlo ma ho fatto di peggio, l’autore ho intervistato.

Domande porte (non porche, porte) :

Giuliano Ferrara ha preso spunto dal suo libro per lanciare un nuovo papello alla società borghese, il sesso è inutile, ridicolo, esiste solo l’amore puro, il ’68 non ha liberato nulla. Ma soprattutto ha cercato di portarle sfiga, augurandole tante vendite, d’incassare tanto

Annalena Benini, sempre sul Foglio, ha recensito benino (ops) la sua opera epperò anche se ma però anche si. Cosa ne pensa della sua celeberrima definizione elargita ai suoi colleghi, pizzimmerda, la ritiene ancora adeguata, una pari opportunità o cosa ?

Da Tassato fisso a Innamorato fesso. Ce la dice qualche onesta cattiveria sulla svolta, a scapito del sublime sesso da lei rappresentato, in favore dell’ Amor fou di Milani proprio nella posizione in stampa da lei preferita ?

Di destra la sua opera, perché sa di bordello oppure perché se gli indichi la Bardot loro guardano, son matti, Monsieur Le Pen ? E lei, Di destra ancora e solo da bambino ?

Gli occhiali d’arte che porta, dicono sfoggia ma è Luca Sofri ed è un inelegante, le fan vedere in questa prospettiva anche una cosa poco artistica, al più seriale, come il sesso forse perché in argomento s’invera per davvero la prece di Andy Warhol sui cinque minuti di notorietà, in cui sei vivo anche per qualcuno, esisti anche per gli altri oppure lei, da buon cultore del migliore porno, cinque minuti neanche li considera ?

Ultima domanda, ce lo spiega lei, che ha liberato il sesso, chi lo libererà il ’68 permettendogli di far la cosa più naturale al mondo, cioè morire ? Nel suo o nel letto di chi, che importa. Non significava forse questo, poi, infine, “assalto al cielo” ?

Caro amico, è del tutto naturale che giornali e radio e televisioni siano riempite ogni giiorno di porcate, e specie se di porcate indirizzate da giornalisti ad altri giornalisti. Come lei sa, l’intera categoria io la reputo costituita per una buona parte da pezzi di merda. Nel mio libro ho raccontato le storie belle e drammatiche di chi ha cambiato davvero il mondo, tra Sessanta e Settanta, a colpi di chitarra rock e di minigonne. Per fortuna il sesso non serve soltanto a fare figli, e bensì fa da canovaccio immaginario di tutta la vita di noi moderni. Qunato al Sessantotto, o non è mai esistito _ nel senso che lì dentro c’era tutto e il suo contrario _ o è morto e sepolto da tempo. Per lo meno dal giorno in cui venne trovato il corpo di Aldo Moro cui alcuni figli del Sessantotto avevano sparato dodici colpi a bruciapelo. Buon lavoro
Giampiero Mughini

La sventurata non rispose(?),Si che rispose. Alla sua maniera. Certo, (come si può ben contare), s'è sprecato. Comunque che v’avevo detto. A proposito di fiscalese, il forfettino, manco il forfettone

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permalink | inviato da ricchiuti il 11/10/2007 alle 8:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Free, questi video sono la mia passione
post pubblicato in Free Style, il 10 ottobre 2007


 



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Free, vorrei la maglia ( anche di lana )
post pubblicato in Free Style, il 9 ottobre 2007


Ma la maglietta di Generazione U, dico averla, non si può fare ?

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ALBERTO, CHEESE
post pubblicato in Free Style, il 9 ottobre 2007


Alberto, cheese

Dunque, a Garlasco il gip non ha convalidato l’arresto di Stasi in quanto non ci sono prove. Ripeto, non-ci-sono-prove, non esistono prove di alcun tipo, e come non bastasse continua, poiché è irrilevante che non ci fossero o ci siano mai stati né indizi né moventi né armi del delitto, delle prove a mancare la regina madre . Che nel rito inquisitorio, adottato in Italia per volontà della Nazione di non morir di pizzichi e non lasciarlo solo, è quella che lasciando in discrezione ampio margine d’azione ai torturatori può esser una sola. Quella testimoniale. Alberto Stasi non confessa, e questo lungi dall’essere una libera scelta di una possibile verità è indice sintomatico, secondo la Procura, di inciviltà e mancanza di solidarietà tipica del connettivo sociale nostro. Stasi non confessa, non perché sia innocente e come potrebbe esserlo con il bell’aspetto, la freddezza, gli occhi di ghiaccio e la mancanza di sceneggiata che ostenta oscenamente. Stasi non confessa perché screanzato e maleducato, tanto e talmente incivile da non voler collaborare alla propria impiccagione. D’altronde questo è il metodo della magistratura nostrana, quella alla quale voi milioni di tonti, e par di vedervi sui divani con le vostre indignazioni postprandiali, vi affidate scioccamente da miopi ingenui quali siete. Confidenti in una palingenetica opera di distruzione del Male operata come in un laboratorio, con mezzi algidi e guanti bianchi da una Casta di coscienziosi scienziati. Capaci a un tempo di sradicare il giusto dal loglio e far tabula rasa di certezze quel vecchio e fastidioso, agramaro, ponentino del dubbio. Siete, pur cinici in ogni altro campo e aspetto del vostro tempo, degli inguaribili romantici che parlano di angeli quando a suon di “legalità” e “cultura delle regole” ammannite come l’esperire oggettività dal travaglio asettico di pochi e responsabili padri di famiglia quello che invece sempre più spesso si rivela un disinvolto bussolotto di sensational seeker. Una Ruota della Sfortuna nella quale il casuale, l’occasione, l’istinto e la sinergia, come occhiali, a specchio con l’esterno giocano a tirarvi brutti scherzi. Anche fuor di logica. D’altronde che l’andazzo sia questo, che la cosa sia così, che la barca imbarchi gogna e vittime così lo dimostra il non aver risolto, la magistratura italiana, alcun caso di cronaca degli ultimi trent’anni. Fateci caso, manco uno. Se sei bello ti tirano gli arresti, se sei brutto ti tirano gli arresti : il pm di Stasi, una femmina tutta intuito e distintivo, ha rivelato il trucco di Pulcinella, alla domanda se fosse stato lui ad uccidere la Chiara, qualunque No di Stasi sarebbe equivalso al Si. Figurarsi un Si esplicito. Forse perché così usavano i corteggiatori del pm in camporella, ma non illudetevi ancora, i maschi in materia di cazzate sono pure peggio. Se sei fermo meriti il sospetto, se ti muovi godono di più. La sicumera, l’albagia, l’antipatia istintiva contano più di ogni altra cosa e riscontro in un contesto indagatorio in cui hai poveri mezzi, una azione penale da promuovere in default e una cultura investigativa ridotta all’osso della delazion di massa. Voi prendete ad esempio me Ricchiuto, dalla faccia di cazzo tale che neanche mia madre si è ancora abituata, quanto tempo pensate che occorra al magistrato per chiedermi dov’ero quando moriva Kennedy. Alla Franzoni han chiesto, che dico, supplicato di confessare in aula che così ce ne andiamo tutti a casa, lei compresa, signora mia. Da Stasi lo volevan subito, l’affidavit, sissignori, l’ho uccisa io in un momento di follia, come voi ben suggerite, chiudete il caso e seppellite il morto. Che sia stato solo e soltanto io, io, e questo a voi si, basta, ve lo giuro. Non si uccidono così anche i cavalli, probabilmente. Lì se si azzoppa, lui, lo finisci, qui per finire tutto bisogna prima che lo zoppo lo procuriamo noi. D’altronde, per come l’han tirato dentro Stasi è un classico. Qui in Italia è dai tempi di Carlotto che chi trova paga e gli ergastoli son suoi. Chi riporta la refurtiva è un fesso e reo confesso se non si arrende a far la spia. Perciò un consiglio, cari ragazzi miei. Se vi capita di trovare un morto sul letto che scotta, chiudete quella porta. E se non fate in tempo a chiudervela dietro, sorridete ai Candid del pubblico e alla camera. Mostratevi affabili, piacioni, remissivi. Siate sorridenti, umili, pacati, rassegnati. In un certo qual modo persino addolorati. Consapevoli della gravità della situazione, che la pratica va chiusa, e di chi comanda al netto dei diritti vostri e Gesùmmaria. Sbagliate davanti a sua eccellenza qualche congiuntivo che non si sbaglia mai (che Tortora pagò questo oltre che altro), e, maledizione, sorridete.

Sorridete sempre, chè in fondo sarete comunque pur sempre “valutati” da formidabili quei Ris.

---addì, 29/09/07, in fede, ricchiuti--





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Free, veltroniani anti di tutto il mondo unitevi
post pubblicato in Free Style, il 8 ottobre 2007


Non siete antiveltroniani veri e seri come me se sabato 13 non acquistate Liberazione con annesso il Libretto delle istruzioni su come evitare, da sinistra, il mito del buono & il selvaggio.

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Free, coi discorsi seri non si convincevano mai
post pubblicato in Free Style, il 8 ottobre 2007


Molta gente, specie di sinistra, si sta ricredendo ora, che sarebbe come se si scoprisse ora l'Amerika dopo te li do io gli indiani, sul movimento di Grillo, straparlandone come di una scoreggia reazionaria dopo aver aperto le ali e liberato il canto alla "ventata di aria nuova".
Tranquilli che il puzzo di merda è ancora tutto il vostro. Chi l'ha fatta per primo, è il primo o quasi che la sente.
E poi dicono che i rom non servono a un cazzo.

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permalink | inviato da ricchiuti il 8/10/2007 alle 13:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa
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